Leggo sul blog di Grillo un panegirico per la Royale che non mi sarei mai aspettato, “de gustibus” ma mi stupisce, in fin dei conti ha vinto sicuramente il candidato più moderato.
In questi giorni mi sono sorbito pacchi di analisi su quando è bella, femminile e raffinata la futuribile presidente della Francia mentre, tra le righe, cercavo di capire quali fossero le sue proposte.
Quello che è indubbio è che ha vinto una sinistra moderna, lievemente (e positivamente) demagogica rispetto ai candidati in lizza che trasudavano vecchiume da tutti i pori, insomma come dicono in Calabria “aveghene” anche in Italia.
Quando però si vanno ad analizzare le proposte della “madame” si scopre che il programma è ancora molto vago, che più che un progetto forte da proporre c’è un affannoso rincorrere dell’elettorato, su tutti i cliché più consolidati oltralpe, come l’”antiamericanismo” e l’orgoglio nazionale, abbandonati, dopo cinquant’anni, in queste elezioni, dalla destra.
Tema su tema appare un programma moderato, regolamentazione del precariato senza le velleità della sinistra massimalista nostrana, contrarietà alla liberalizzazione della cannabis e rifiuto dell’equiparazione delle coppie di fatto (già previste in Francia) ai matrimoni civili.
Molto accento viene dato al tema della sicurezza, vengono addirittura proposti campi militari per la rieducazione dei giovani.
Le grosse novità sono sostanzialmente (e qui capisco gli entusiasmi di Grillo) alcune idee sulla maggiore partecipatività dei cittadini nella vita politica, tra questa l’idea di alcuni comitati popolari eletti su sorteggio per “controllare” gli eletti e la partecipazione diretta sul suo blog personale ad alcune discussioni.
Sarzozy invece si presenta come un esponente di una destra nuova in Francia, decisamente più filoamericana e meno laicista.
Questo in Francia rappresenta una forte rottura, in quanto la destra francese ha sempre coltivato il mito della “superpotenza” francese e della laicità dello stato, spesso sfociando nel laicismo come le legge sul velo testimonia.
In questo senso si inserisce anche la sua critica a parte della cultura del ’68.
Molto nette sono le sue posizioni sul tema dell’immigrazione, Sarko propone infatti di “scegliere” gil immigrati piuttosto di subirli e maggiore severità nel rimpatrio.
In economia invece il candidato dell’UMP si dimostra meno liberale di Segolene e più protezionista.
Sarko rappresenta il miglior esempio della destra “pop”, un po’ muscolare, come dimostra il caso delle Banlieu e la sua gestione dura, ma sicuramente efficace e in consonanza con le paure di un paese in cui, come accade a Lione, alcuni centri storici vengono chiusi di notte per problemi di criminalità.
Vedremo chi dei due la spunterà, per ora i sondaggi li danno a pari
Pubblicato da teo
I fatto hanno inizio nel 2004, durante il discorso sull’Unione Vladimir Putin, utilizzando il pretesto del terrorismo, ha perseguitato e condannato due professori universitari, accusati di spionaggio, grazie all’intervento della corte suprema,controllata dal Cremino.