Sarko vs Sego

novembre 20, 2006

Leggo sul blog di Grillo un panegirico per la Royale che non mi sarei mai aspettato, “de gustibus” ma mi stupisce, in fin dei conti ha vinto sicuramente il candidato più moderato.

In questi giorni mi sono sorbito pacchi di analisi su quando è bella, femminile e raffinata la futuribile presidente della Francia mentre, tra le righe, cercavo di capire quali fossero le sue proposte.

Quello che è indubbio è che ha vinto una sinistra moderna, lievemente (e positivamente) demagogica rispetto ai candidati in lizza che trasudavano vecchiume da tutti i pori, insomma come dicono in Calabria “aveghene” anche in Italia.

Quando però si vanno ad analizzare le proposte della “madame” si scopre che il programma è ancora molto vago, che più che un progetto forte da proporre c’è un affannoso rincorrere dell’elettorato, su tutti i cliché più consolidati oltralpe, come l’”antiamericanismo” e l’orgoglio nazionale, abbandonati, dopo cinquant’anni, in queste elezioni, dalla destra.

Tema su tema appare un programma moderato, regolamentazione del precariato senza le velleità della sinistra massimalista nostrana, contrarietà alla liberalizzazione della cannabis e rifiuto dell’equiparazione delle coppie di fatto (già previste in Francia) ai matrimoni civili.

Molto accento viene dato al tema della sicurezza, vengono addirittura proposti campi militari per la rieducazione dei giovani.

Le grosse novità sono sostanzialmente (e qui capisco gli entusiasmi di Grillo) alcune idee sulla maggiore partecipatività dei cittadini nella vita politica, tra questa l’idea di alcuni comitati popolari eletti su sorteggio per “controllare” gli eletti e la partecipazione diretta sul suo blog personale ad alcune discussioni.

Sarzozy invece si presenta come un esponente di una destra nuova in Francia, decisamente più filoamericana e meno laicista.

Questo in Francia rappresenta una forte rottura, in quanto la destra francese ha sempre coltivato il mito della “superpotenza” francese e della laicità dello stato, spesso sfociando nel laicismo come le legge sul velo testimonia.

In questo senso si inserisce anche la sua critica a parte della cultura del ’68.

Molto nette sono le sue posizioni sul tema dell’immigrazione, Sarko propone infatti di “scegliere” gil immigrati piuttosto di subirli e maggiore severità nel rimpatrio.

In economia invece il candidato dell’UMP si dimostra meno liberale di Segolene e più protezionista.

Sarko rappresenta il miglior esempio della destra “pop”, un po’ muscolare, come dimostra il caso delle Banlieu e la sua gestione dura, ma sicuramente efficace e in consonanza con le paure di un paese in cui, come accade a Lione, alcuni centri storici vengono chiusi di notte per problemi di criminalità.

Vedremo chi dei due la spunterà, per ora i sondaggi li danno a pari


RussoCinismi

settembre 29, 2006

Mentre tutto il mondo dell’informazione occidentale (in particolare Europea) è incentrato sullo scontro tra Occidente e integralismo islamico qualcosa sta accadendo nelle fredde steppe russe e nelle dolci colline cinesi.

Russia e Cina stanno consapevolmente elaborando, in questi ultimi anni, un modello alternativo a quello occidentale, caratterizzato da liberismo sfrenato e accentramento dittatoriale del potere.

La Russia infatti, in questi ultimi anni, approfittando della strategia di real-politik della casa bianca in estremo oriente e delle paura europea di perdere un approvvigionamento stabile di materie prime, ha eliminato del tutto le libertà individuali e i diritti civili dei suoi cittadini.

Freedom house, l’associazione democratica di Soros che monitora lo stato delle liberà nel mondo, mostra con grande chiarezza ciò che sta succedendo in terra di Russia.

Putin, dopo una primissima fase democratica, ha di fatto accentrato tutto il potere nelle sue mani, eliminando qualsiasi forma di opposizione, ma andiamo con ordine:

I fatto hanno inizio nel 2004, durante il discorso sull’Unione Vladimir Putin, utilizzando il pretesto del terrorismo, ha perseguitato e condannato due professori universitari, accusati di spionaggio, grazie all’intervento della corte suprema,controllata dal Cremino.

La sentenza ha ribaltato il precedente giudizio e condannato i due professori alle carceri siberiane.

I russi, a differenza di cinque anni fa, non potranno presumibilmente cambiare i loro governanti nel 2007, attraverso una legge elettorale particolarmente favorevole l’unica opposizione risulta essere il partito comunista mentre i partiti liberali, messi fuori gioco attraverso brogli, godono di pochissimi consensi.

Totale infine risulta il controllo di media e sistema radiofonico

Ciò che sembra configurarsi è un sistema di oligarchi fedeli (Gazprom su tutti) che permette a Putin, attraverso il controllo di mezzi di comunicazione da una parte e del parlamento dall’altra, di portare avanti la sua politica.

La centralità della questione sta nel fatto che attraverso questo apparato di sicurezza Putin sta coltivando ambizioni da grande potenza che stanno creando problemi nei paesti ex sovietici.

In questo senso si inserisce il sostegno a Yushenko in Ucraina, in opposizione al candidato e il tentativo di sostenere sistemi autoritari in tutta la zona, in opposizione alle democrazie filoccidentali che, ovviamente, stanno cercando di entrare nell’U.E. per prevenire queste situazioni.

La Russia degli ultimi anni intanto ha trovato un alleato naturale nella Cina, paese molto simile e a cui evidentemente tende, di qualche anno fa sono le esercitazioni militari in Manciuria, mentre quotidiani sono i commerci d’armi sulle frontiere dell’Amur mentre in medioriente le due superpotenze si offrono come mediatrici tra U.S.A. e nemici.

Le sue ambizioni imperiali si sono palesate qualche giorno fa:

la Transinistria ha infatti richiesto l’adesione alla Russia, suscitanto l’appetito del Cremino che intende soddisfare le richieste di alcune repubbliche, specialmente caucasiche, che vorrebbero tornare sotto l’ombrello Moscovita preservandosi così dall’attivismo islamista.

Insomma, si sta formando un blocco alternativo che rischia di essere molto forte e di farla da padrone nei prossimi anni in Asia, grazie ai numeri della popolazione, alla forza economica e all’assenza di opposizione interna.


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